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OSTEOPOROSI E MOC

I trattamenti programmati presso l’ambulatorio di osteoporosi e MOC sono specifici per la diagnosi e la cura di un problema di difficile soluzione come l’osteoporosi. La condizione di chi deve convivere con l’osteoporosi è molto complessa, perché questo disagio così debilitante riesce a condizionare e a cambiare radicalmente il modo di vivere di un individuo da un giorno all’altro. L’osteoporosi non è altro che l’indebolimento del tessuto osseo, una condizione che solitamente è più un effetto di altre forme patologiche, legate anche a vari disturbi di natura alimentare e metabolica.

Presso il Centro Medico Privato “Lazzaro Spallanzani” di Reggio Emilia sarà possibile poter sfruttare l’efficacia della MOC, la Mineralometria Ossea Computerizzata. Una scansione che misura con assoluta precisione la densità ossea e che è consigliata, solitamente, a tutte le donne che si apprestano a raggiungere o che hanno superato i 65 anni di età, ma più in generale è consigliabile ricorrere alla MOC quando si ha una marcata scoliosi dorso-lombare, quando si è in terapia per l’osteoporosi, quando si ha una frattura oppure un’artrosi degenerativa alla colonna, quando si è malati di anoressia nervosa o quando si pratica sport e quando si è subito più di qualche infortunio in questo ambito.

I programmi del Centro Medico Privato “Lazzaro Spallanzani” di Reggio Emilia sono personalizzati e programmati per un sostegno completo al paziente che necessita delle terapie del caso. Prenota ora un controllo per salvaguardare il tuo stato di salute.

PRESTAZIONI EFFETTUATE E COSTI
EQUIPE MEDICA

DOTT. TIZIANO LUSENTI
Medicina Interna e Nefrologia – Visualizza Scheda

L'OSTEOPOROSI

L’osteoporosi, questa condizione di diminuita densità ossea, può essere suddivisa in due forme principali, che corrispondono all’osteoporosi primaria ed all’osteoporosi secondaria. Nel novero delle statistiche si può riscontrare come la prima forma di osteoporosi, l’osteoporosi primaria, appunto, sia quella che ricorre nel maggior numero di casi, con una percentuale che supera ampiamente il 90%. L’osteoporosi primaria è suddivisa in ulteriori forme, tutte più o meno rare, del disagio, in quanto è possibile riconoscere l’osteoporosi di primo tipo, detta anche osteoporosi post-menopausale, che secondo la medicina è correlata alla forte diminuzione relativa alla produzione ormonale; l’osteoporosi di secondo tipo, conosciuta anche come osteoporosi senile, dovuta principalmente al mancato apporto energetico di sostanze come la vitamina D e K, il magnesio, il calcio, la somatotropina, il testosterone ed anche al difettoso funzionamento dell’enzima 1a-idrossilasi, direttamente coinvolto nella produzione dell’ormone attivo del calcitriolo legato alla vitamina D; l’osteoporosi idiopatica, riconosciuta come una forma di osteoporosi molto rara, la più rara tra le tre conosciute, sulla quale sono ancora in corso varie ricerche per stabilirne l’effettiva natura e le sue cause.

Quello dell’osteoporosi secondaria, al contrario di quella primaria, è un campo molto più ampio ma che riguarda una totalità assai più bassa di casi. Per quanto riguarda l’osteoporosi secondaria è possibile elencare una lunga serie di cause, che possono essere: l’iperparatiroidismo, che può causare un effetto di demineralizzazione delle ossa; la condizione di basso peso corporeo; l’immobilizzazione protratta; la ridotta capacità da parte dell’intestino di interagire con l’intestino assorbendo sostanze nutrienti e la vitamina D; l’utilizzo di determinati farmaci cortisonici, antiepilettici, diuretici dell’ansa, contro l’HIV, anticoagulanti orali ed eparine, che possono agevolare il processo di osteoporosi; l’ipersurrenalismo; la broncopneumopatia cronica ostruttiva; le neoplasie maligne; l’ipogonadismo; la malattia di Crohn; l’anemia falciforme; la celiachia; l’ipercalciuria; la sarcoidosi; l’emocromatosi ereditaria. La particolarità di questo tipo di disagio è che, riguardo i fattori che possono assecondarne il rischio, ne vengono riscontrati alcuni sui quali è possibile poter intervenire, mentre altri risultano fattori non modificabili. Per quel che riguarda questi ultimi, possiamo annoverare fattori come l’età, in quanto l’osteoporosi è un disturbo classico che solitamente si presenta nelle persone, principalmente donne in menopausa, con l’avanzare dell’invecchiamento. Altro fattore di rischio è legato alla presenza di malattie di tipo ereditario, come l’omocistinuria, l’acidosi tubulare renale e la osteogenesi imperfetta. Tra i fattori modificabili, invece, vanno annoverati l’anoressia nervosa, le neoplasie al midollo osseo, l’ipercalciuria, l’utilizzo di farmaci come i cortisonici, le eparine, gli anticoagulanti ed alcuni farmaci contro l’HIV. Una ulteriore condizione legata a fattori di rischio è da attribuire allo stato di vita in micro-gravità, tipica, ovviamente, di personale addetto alle immersioni subacquee ed alle missioni spaziali.

Per quel che riguarda i sintomi di un disagio come l’osteoporosi, questi possono essere di difficile identificazione. Solitamente la scoperta del problema dell’osteoporosi avviene quando ci si sottopone a controllo dopo eventuali traumi con conseguenti fratture. Le zone che maggiormente possono essere soggette a queste fratture e che possono, quindi, mostrare maggiori problematiche relative all’osteoporosi sono il polso, il femore e la parte dorso-lombare delle vertebre. Riguardo la diagnosi per l’osteoporosi, oltre all’anamnesi del paziente e della famiglia ed all’esame obiettivo è indispensabile poter contare su un esame diretto a valutale proprio quella che è la densità ossea di un individuo con l’avanzare degli anni

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