ALLERGIE

Anche se il clima dei primi giorni di maggio ha assunto i connotati tipici dell’Autunno, siamo ormai entrati pienamente nella stagione primaverile e delle relative allergie. E con essa, il ritorno di quei sintomi tipici legati al diffondersi nell’aria dei pollini: rinite allergica, asma, prurito, dermatite. Lo spettro delle allergie si è via via ampliato negli ultimi anni, non sempre a proposito. Anche a causa dei cambi climatici e dell’inquinamento. Alle allergie alimentari (in aumento vertiginoso) e a quelle derivanti da punture di imenotteri (api e vespe), si è sommato l’incremento delle allergie ai farmaci, agli acari, ai miceti, alla polvere, agli animali domestici e a particolari metalli o sostanze, come il nichel. La confusione è totale, anche a causa del tam tam social/mediatico che nel “Dottor Google” trova spesso risposte imprecise, parziali o inesatte all’apparire dei primi sintomi confondendo allergie con intolleranze o infiammazioni. Quando è allora il caso di rivolgersi ad un allergologo per una visita ad hoc?

 

UNO STARNUTO NON FA…PRIMAVERA

Occhi arrossati con prurito e lacrimazione; naso con solletico, prurito, sternuti e secrezione acquosa, solletico alla gola, tosse secca, difficoltà di respiro. Sono sintomi ben noti agli italiani: sono infatti 13 milioni, secondo le ultime stime, gli italiani che soffrono di “allergia da primavera”, meglio nota come “allergia al polline” o “raffreddore da fieno”.

Per curarla, o almeno alleviare sintomi che abbassano notevolmente la qualità della vita, esistono rimedi naturali e di buon senso. Alcuni esempi come il soggiorno in località marine o di montagna (per chi può…), l’utilizzo di automobili con filtro anti-polline, il lavaggio dei capelli ogni sera prima di coricarsi per eliminare dalla cute gli eventuali pollini residui. Anche un lavaggio delle cavità nasali con soluzione fisiologica può dare un momentaneo sollievo.

 

CONOSCERE E’ MEGLIO CHE CURARE

Nel dubbio, però, il consiglio è quello di rivolgersi sempre ad un allergologo per una visita accurata preliminare evitando così il ricorso a “scappatoie” virtuali, dottor Google, forum sui social e passaparola. Solo con una visita allergologica infatti si può fare chiarezza sul quadro clinico del soggetto.

“La visita allergologica è sempre consigliabile all’apparire dei primi sintomi – conferma la Dott.ssa Maria Teresa Valenti, allergologa del Centro medico Lazzaro SpallanzaniSe trascurate, infatti, le allergie inalanti possono causare sintomi via via peggiorativi fino all’asma”.  Il primo “step” è la ricostruzione della storia clinica del paziente: in questo l’informazione risulta decisiva per poi approcciare il giusto percorso diagnostico.

La visita allergologica serve per valutare la possibile natura allergica dei sintomi, per impostare gli accertamenti allergologici utili per la diagnosi e per consigliare la terapia.

La visita inizia con la descrizione dei sintomi (respiratori, oculari, cutanei o gastrointestinali). A far la differenza, togliendo ogni dubbio residuo, sono i test.

“Allo Spallanzani eseguiamo sia test cutanei che test sanguigni – prosegue la Dott.ssa Valenti – In entrambi i casi, in pochi minuti, identificheremo l’allergene responsabile e impostare il trattamenti più indicato che può essere una terapia di tipo sintomatico (con antistaminici efficaci nell’alleviare i sintomi sul momento) o se necessario con una terapia ad hoc de-sensibilizzante per arrivare ad una risoluzione con effetti duraturi del problema”.

 

Puoi prenotare la tua visita allergologica chiamando il numero verde 800650233 interno 1 oppure cliccando qui .

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