Emicrania, stati di ansia, attacchi di panico, vertigini. Sono in aumento i disturbi e le patologie legate a stili di vita sempre più frenetici aggravati dalle incertezze sul futuro che la crisi economica sta portando inevitabilmente, più o meno consapevolmente, in ognuno di noi. Diventa qui fondamentale capire quando un tipo di disturbo, come in questo caso indissolubilmente legato alla nostra psiche, necessita di una visita neurologica ad hoc per capirne l’origine e approntare le cure necessarie. La nostra neurologa, la dott.ssa Caterina Senesi, ci aiuta a capire come riconoscere e intervenire quando suona un “campanello d’allarme”.
EMICRANIA, QUANDO NON E’ UN SEMPLICE MAL DI TESTA
Il panorama scientifico in materia di cefalee si è profondamente modificato negli ultimi anni. Se un tempo al sorgere di un’emicrania ci si affidava prioritariamente ai medicinali antinfiammatori (Aulin, Oki, Tachipirina e simili), ora la diffusione dei farmaci cd.triptani ha cambiato decisamente le modalità e le tempistiche di intervento. Resta da capire quando una cefalea diventa patologica. Il “campanello d’allarme” può essere la frequenza, la non risposta degli analgesici, e l’età del soggetto. Dopo i 40 anni, in caso di persistenti mal di testa, è quindi consigliabile sottoporsi a un controllo neurologico per accertare o scongiurare la presenza di cefalee secondarie spesso sintomi di patologie più gravi.
ATTACCHI DI PANICO: COME CURARLI?
Sono in costante aumento e spesso difficili da individuare e riconoscere. Sono gli attacchi di panico, stati d’animo legati all’ansia che spaventano e preoccupano sempre più persone manifestandosi nei modi più disparati (apnee notturne, tachicardie, etc). Anche in questo caso occorre sapersi districare tra falsi allarmi e tipologie diverse di disturbo. Quand’è che l’ansia diventa patologica? Ci sono dei segnali da non sottovalutare: la continuità nel tempo (tutti i giorni o quasi), la tachicardia, la sudorazione eccessiva. In questi casi meglio rivolgersi a uno specialista. Una visita neurologica è consigliabile per verificare ed escludere danni cerebrali.
C’E’ VERTIGINE E VERTIGINE
Si fa presto a dire “vertigini”. Molto più complicato capirne le origini e di conseguenze le modalità per curare questo disturbo dell’equilibrio. Anche per le vertigini e le labirintiti ci sono campanelli d’allarme. Quando, per esempio, il disequilibrio costringe la persona a non alzarsi dal letto, quando il vomito si presenta sotto forma di getto intenso, quando la pressione cranica è elevata è il caso di sottoporsi a una visita neurologica. Il medico, dopo aver approfondito la storia del paziente, lo sottoporrà a prove di forza, sensibilità, equilibrio e riflessi per valutare lo stato delle diverse aree cerebrali. Nel caso, con strumenti diagnostici approfonditi, si potrà accertare l’eventuale presenza di sintomi di malattie croniche come sclerosi multipla, demenza o Parkinson.