Faq Uroginecologia

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In cosa consiste la visita uroginecologica?

La visita uroginecologica è volta a diagnosticare i disturbi connessi sia all’apparato genitale che a quello urinario, mediante l’utilizzo di esami strumentali, quindi a trovare le soluzioni di cura più corrette per i disturbi individuati.

A corredo della visita uroginecologica possono essere effettuati degli esami pelvici e diagnostici come l’ecografia uroginecologica transvaginale e transperineale, utile a inquadrare l’anatomia del pavimento pelvico e delle basse vie urinarie, e l’esame urodinamico che consiste nello studio funzionale della vescica.

Qual è la differenza tra urologo, ginecologo e uroginecologo?

L’urologo si occupa delle problematiche dell’apparato urinario (reni, uretra, vescica) di entrambi i sessi e dell’apparato genitale maschile (pene, prostata, testicoli e vescicole seminali).

Il ginecologo è lo specialista che diagnostica e cura i disturbi che interessano l’apparato sessuale e riproduttivo della donna.

L’uroginecologo è uno specialista ginecologo, che acquisisce una particolare competenza ed esperienza nelle disfunzioni pelviche femminili quali i disturbi urinari (es. incontinenza urinaria), il prolasso genitale e il dolore pelvico.

Come curare l’incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria è di duplice natura: incontinenza da sforzo o incontinenza da urgenza. L’incontinenza da sforzo, se è di lieve entità, può necessitare di una “ginnastica pelvica” mentre se è più grave può richiedere un piccolo intervento chirurgico. La guarigione è garantita almeno nel 90% dei casi. L’incontinenza da urgenza, detta anche incontinenza da vescica iperattiva, si cura con i farmaci da assumere a domicilio e, nei casi resistenti ai farmaci, con la stimolazione elettrica della vescica o con l’iniezione in vescica di Botulino. In questi casi il successo è garantito nel 60% dei casi.

Cosa posso fare per le perdite di urine?

Sembra banale, ma la prima cosa da fare è vincere l’imbarazzo e rivolgersi al proprio medico di base che saprà indicarvi le analisi da fare, prima tra tutte l’esame delle urine. A seconda dell’esito, il vostro medico individuerà una cura o vi indirizzerà verso una figura specialista, come ad esempio l’uroginecologo, l’urologo o il ginecologo che affronteranno il problema della donna sia per fare una diagnosi sia per trovare le cure appropriate.

Come si esegue l’intervento del prolasso?

È la cura principale e ci sono varie tecniche che si possono espletare sia per via vaginale che addominale. Il risultato è molto buono, si registra una percentuale di successo superiore al 90% e un tasso di recidiva del prolasso di circa il 10%. Alla donna non si può garantire e promettere un recupero totale del 100%, ma sicuramente una buona guarigione intorno all’85/90% sia per il prolasso delle viscere che il recupero della funzione vescicale e di quella rettale.

Si può prevenire il prolasso?

La prevenzione del prolasso è una cosa difficile in quanto nella grande maggioranza dei casi esso trae l’origine dal parto. Quindi la prevenzione è quella di un parto non traumatico e il ruolo delle ostetriche presenti durante il parto è fondamentale.

Tuttavia, nei casi di prolasso molto lieve o iniziale, ci sono delle attività che possono migliorare la sensazione di prolasso, andando ad agire sul pavimento pelvico. Tra le varie attività ci sono i più famosi esercizi di Kegel, la perdita di peso nel caso in cui ci sia un sovrappeso, la riduzione degli sforzi e di pesi da sollevare, una dieta che riduce la stitichezza e l’eliminazione del fumo.

Nei prolassi di grado superiore al secondo o quando i sintomi avvertiti dalla paziente siano sempre più numerosi e forti, è richiesta una terapia chirurgica per la risoluzione del problema.  

In cosa consiste l’intervento del prolasso?

L’intervento dura circa 90 minuti e si può eseguire sia in anestesia epidurale che generale. Il ricovero è generalmente di 3 giorni e la ripresa dopo l’intervento è rapida. La donna deve rispettare alcune raccomandazioni nei primi 4 mesi: non deve fare sforzi, né durante la vita in casa né sul lavoro e neppure nei momenti di svago. Per sforzi si intende che la donna non deve sollevare pesi, non deve spingere pesi, non deve portare pesi superiori ai 5 kg. Lo sport può essere ripreso dopo 4 mesi e l’attività sessuale dopo 2 mesi.

Si possono avere rapporti sessuale con il prolasso genitale?

Si, con il prolasso la donna può continuare una vita sessuale senza temere che il sesso possa peggiorare il proprio prolasso.

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Quante volte al giorno mediamente le persone urinano?

Non esiste un numero esatto che può esser preso come parametro di riferimento. Il tipo e la quantità di fluidi che si beve nella giornata, la sensibilità della propria vescica, lo stile di vita e la presenza di disturbi psicoemotivi possono influire sul numero di minzioni.

Bere meno migliora l’incontinenza?

Bere meno non migliora l’incontinenza, ma può ridurre il numero delle volte in cui la donna perde le urine; quando la vescica è meno piena, è meno probabile l’incontinenza.

Comunque, assumere una buona quantità di liquidi durante la giornata è salutare per ridurre i rischi di infezioni urinarie. Il consiglio è di non bere dopo le 8 di sera per le donne che hanno l’incontinenza da vescica iperattiva.

Trattenere la pipì aiuta a prevenire l’incontinenza?

Le due cose non sono correlate. In media, una persona che non ha disturbi e che beve due litri di acqua al giorno dovrebbe urinare in linea di massima ogni 4 ore durante il giorno e secondo la necessità di notte. Trattenere la pipì oltre le 6 o 8 ore potrebbe causare disfunzioni alla vescica.

Si può prevenire l’incontinenza?

Esistono degli esercizi che aiutano a prevenire o ad attenuare l’incontinenza, come i più famosi esercizi di Kegel, il biofeedback e l’elettrostimolazione perineale. Alla base di qualsiasi esercizio deve esserci una buona conoscenza dei muscoli da potenziare e la costanza nell’allenamento che richiede almeno un paio di mesi per avere i primi risultati.

Il fumo peggiora l’incontinenza urinaria?

La nicotina irrita la vescica e quindi aumenta lo stimolo di minzione e la possibilità di avere maggiori perdite, oltre che aumentare il rischio di tumore alla vescica.

In cosa consiste l’intervento per l'incontinenza urinaria?

La tecnica chirurgica che cura l’incontinenza da sforzo prevede il posizionamento sotto il canalino dell’urina (uretra) di un piccolo nastro che chiude il canalino dell’uretra quando la donna esercita gli sforzi. L’intervento si può effettuare in regime di day-hospital, con una anestesia locale rinforzata da una sedazione, dura pochi minuti e la donna viene dimessa dopo 6-8 ore dall’intervento.

La convalescenza è semplice e breve: basta evitare gli sforzi durante la giornata per circa 1 mese. Dopo 1 mese la donna può riprendere a fare tutte le attività che svolgeva prima dell’intervento: sia quelle domestiche, quelle del lavoro professionale, quelle dell’attività sportiva, e quelle sessuali.

I risultati della cura sono immediati, il successo è garantito in più del 90% e la durata del successo è per sempre.

Si possono avere rapporti sessuali con l’incontinenza?

Si, non si deve interrompere l’attività sessuale, durante la quale è possibile che la donna verifichi una piccola perdita di urina.

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